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mercoledì 13 dicembre 2017

LO SCARICABARILE

 

Abbiamo appreso con piacere dalla stampa locale che la sindaca di Bolotana è favorevole all'assemblea pubblica da noi richiesta per una riflessione approfondita sulla diffida della Provincia di Nuoro alla Tossilo S.p.A., dove sono state riscontrate violazioni alle prescrizioni AIA e numerose criticità ambientali, e che è disponibile ad ospitarla.
Il sindaco di Silanus, invece, si defila e chiama in causa il sindaco di Macomer Succu (presidente dell'Unione dei Comuni), sposandone in pieno la linea e passando la palla alla Regione che, a loro parere, dovrebbe risolvergli il problema sostituendoli nella loro responsabilità di principali tutori della salute dei cittadini. Ci pare il solito gioco a scaricabarile già visto in altre occasioni.

Sempre sulla stampa, il sindaco di Silanus afferma anche di non aver ricevuto la nostra richiesta di assemblea pubblica (vedi articolo più sotto). Da una rapida verifica abbiamo potuto appurare che, contrariamente a quanto affermato, la nostra richiesta è stata inviata regolarmente all’indirizzo mail di posta certificata (PEC) del Comune di Silanus, come abbiamo fatto per gli altri Comuni. La ricevuta di consegna attesta che la nostra richiesta è stata ricevuta dall'ufficio di protocollo in data 16/11/2017 alle ore13:00:29.

Al di là di questa doverosa precisazione, con la nostra richiesta vogliamo rivendicare il diritto dei cittadini del Marghine (e di tutti i cittadini sardi) di partecipare alle scelte che vengono effettuate nel proprio territorio ed esigere risposte adeguate riguardo alle problematiche e alle preoccupazioni che derivano dalla cattiva gestione di impianti insalubri, in particolare quando possono incidere sulla qualità della vita, sulla salute e sulla salubrità del territorio.

Vogliamo inoltre ricordare che l’amministrazione comunale di Silanus, nel mese di novembre 2016, durante un consiglio comunale, aveva manifestato la volontà di promuovere un incontro-dibattito sul tema dell’inceneritore di Tossilo “alla presenza dei Consiglieri regionali eletti nel territorio, delle Associazioni contrarie alla realizzazione dell’inceneritore di Tossilo, dei medici delle dette associazioni, dei medici dell’ASL di Nuoro e naturalmente della popolazione”. Sebbene l’incontro-dibattito non sia mai stato calendarizzato, il Comitato NBF e l’associazione Zero Waste Sardegna avevano plaudito all’iniziativa dando piena disponibilità e immediato riscontro con lettera di posta certificata del 28.11.2016 indirizzata al Sindaco.

Rinnoviamo pertanto la richiesta di un’assemblea pubblica, promossa dai sindaci dell’Unione dei Comuni del Marghine, che oltre a rappresentare un atto inderogabile di democrazia partecipata, potrà consentire anche il rispetto dell’impegno assunto dal comune di Silanus.







sabato 9 dicembre 2017

IL SILENZIO DEI SINDACI E I VANEGGIAMENTI DELLA REGIONE


Primo tempo
Non arrivano risposte dai Comuni del Marghine per l’assemblea pubblica richiesta dal Comitato NBF sulle violazioni delle prescrizioni AIA (Autorizzazione Integrata Ambientale) e sulle criticità ambientali degli impianti di smaltimento dei rifiuti gestiti dalla Tossilo SPA e dal Consorzio Industriale in liquidazione dal 2008, oggetto di una recente diffida della Provincia di Nuoro.
Arrivano invece a stretto giro di posta, su richiesta del sindaco di Macomer, rassicurazioni da parte della Regione Sardegna secondo un copione ormai noto e scontato.
La Regione dice al sindaco “che le inosservanze accertate debbano essere ricondotte alla prima fattispecie (normativa n.d.r.), escludendo quindi situazioni di pericolo e di danno per l’ambiente”.
E per la salute?
Non é grave che siano state accertate violazioni alle prescrizioni AIA, per giunta rilevate durante una visita ispettiva “preventivamente annunciata al gestore dall’autorità competente al controllo (ARPAS)” nella quale sono state riscontrate, anche secondo la Regione, “carenze gestionali da parte del gestore”?
Non è grave che le violazioni riscontrate siano state oggetto di una comunicazione dell’ARPAS alla Procura per un accertamento di ipotesi di reato?
E’ un aspetto formale che la discarica non disponga ancora di un piano di dismissione, che i rifiuti conferiti non vengano ricoperti “a regola d’arte”, e che la canaletta perimetrale della discarica di Monte Muradu sia piena di erbacee e di rifiuti e contenga percolato pericoloso?
E le condizioni degli impianti prima delle visita ispettiva erano rispettose delle prescrizioni AIA? E da quando? E chi ce lo garantisce?
Perché, nel contesto produttivo e ambientale delle aree del distretto sanitario di Macomer, non si richiedono all’ARPAS e all’Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Sardegna rilevazioni e controlli relativi a eventuali contaminazioni di elementi tossici, in particolare diossine, negli alimenti di produzione animale, nelle acque, nei terreni e nei vegetali, come fra l’altro previsto dall’indagine conoscitiva del Centro Epidemiologico dell’ASL di Nuoro, approvato nel 2011?
Sono stati aggiornati i dati del Registro Tumori di Nuoro che già nel periodo 2003-2012 in un report, scomparso dal sito dell’ASL di Nuoro, aveva rilevato dati molto preoccupanti sull’incidenza delle patologie tumorali nel distretto sanitario di Macomer, che vedevano le donne al primo posto tra i vari distretti della Provincia di Nuoro e dell’Ogliastra, e i maschi al secondo?

Queste sono solo alcune domande che vorremmo rivolgere ai sindaci del Marghine, alla Regione Sardegna, alla Tossilo Spa e al Consorzio industriale; domande che si aggiungono a quelle, senza risposta, che il Comitato sta ponendo da ben otto anni sulla vicenda paradossale e ambigua del nuovo inceneritore di Tossilo.

ATTENDIAMO ANCORA L'ASSEMBLEA APERTA RICHIESTA AI SINDACI DEL MARGHINE.

Secondo Tempo
Sconcertanti anche le dichiarazione dell’avvocato della Regione Sardegna in occasione della seduta definitiva al TAR Sardegna dello scorso 29 novembre in merito al ricorso per l’annullamento del nuovo Piano regionale di Gestione dei Rifiuti Urbani richiesto dal Comitato NBF, dall’associazione Zero Waste Sardegna e dai Comuni di Arzana, Gavoi, Olzai e Sarule.
L’avvocato della Regione in quell’occasione ha riferito che “Oggi è arrivata una nota da Bruxelles che afferma che la Commissione si è sbagliata: la procedura riguardava solo documenti non completi” ed ancora, sul mancato coinvolgimento delle comunità locali: “il piano non è stato completato in soli tre mesi; i colloqui con l’ANCI sono stati avviati a partire dal 2015 e quindi i Comuni sono stati sentiti”.
Sul primo punto, l’affermazione che la Commissione europea si sia sbagliata è, a nostro parere, del tutto strampalata e inattendibile. L’unica comunicazione depositata agli atti presso il TAR Sardegna riguarda invece una nota del Ministero dell’Ambiente sulle procedure di infrazione a carico della Regione Sardegna. Da tale nota, tra le altre cose, si rileva che il nuovo Piano Rifiuti è stato deliberato dopo la scadenza della proroga concessa dalla Commissione europea alla Regione Sardegna (e ad altre Regioni italiane) per aggiornare e conformare la propria pianificazione alle direttive in materia di gestione rifiuti. Inoltre il Comitato NBF di Macomer, Zero Waste Sardegna e il Comitato Cittadini Liberi di Ottana, hanno depositato presso la Commissione europea una denuncia sull’aggiornamento del Piano che attualmente è in corso di istruzione e verifica.
Sul secondo punto, la partecipazione degli Enti locali, gli atti della procedura del nuovo Piano rifiuti ci raccontano cose molto diverse.
Dal resoconto della conferenza di servizi su tale aggiornamento, che qui pubblichiamo integralmente, si evince infatti che, alla richiesta di chiarimenti della Provincia di Nuoro in merito al mancato invito dei Comuni, “L’Autorità competente (Servizio SVA dell’Assessorato regionale della Difesa dell’Ambiente N.d.r.) risponde affermando che i Comuni non sono Enti competenti in materia ambientale, pertanto il loro invito non è sembrato pertinente in quanto scopo della procedura in esame è verificare preliminarmente la presenza di impatti tali da giustificare l’apertura di un procedimento di valutazione ambientale strategica per l’aggiornamento del Piano regionale di gestione dei rifiuti urbani.”

Quindi gli atti ci dicono che i Comuni non solo non sono stati “sentiti”, ma anche che non si ritiene opportuno consultarli sugli impatti ambientali e quindi nulla possono dire sulle questioni più critiche del nuovo Piano che gli stessi sono obbligati ad accollarsi. Tra queste il raddoppio delle emissioni inquinanti del nuovo inceneritore di Tossilo, che incideranno ancora più negativamente sulla salute della popolazione e la salubrità dei territori interessati.

Se poi è vero che l’ANCI e i comuni sardi sono stati “sentiti” dalla Regione Sardegna, battano un colpo!





mercoledì 22 novembre 2017

SIT-IN presso il TAR Sardegna


Mercoledì 29 novembre alle ore 10.00

sit-in in Piazza del Carmine (Cagliari)

in concomitanza con l'udienza del TAR per decidere sul ricorso contro il nuovo Piano regionale dei Rifiuti

Parteciperanno cittadini, comitati e associazioni che in questi anni si sono battuti contro inceneritori e discariche, chiedendo alla Regione Sardegna di orientarsi decisamente verso l'Economia Circolare, come indicato dall'Unione Europea, e di investire le proprie risorse nel riuso, nel recupero, nel riciclo di tutti i materiali post consumo.

Il ricorso era stato presentato dal Comitato Non Bruciamoci il Futuro, dall'Associazione Zero Waste Sardegna, dai Comuni di Sarule, Olzai, Gavoi e Arzana con le seguenti motivazioni:

  1. Il nuovo Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti non è stato assoggettato a Valutazione Ambientale Strategica (VAS)
  2. La procedura di verifica di assoggettabilità a VAS posta in essere dalla Regione presenta marcati e plurimi profili di illegittimità.
  3. Gli enti locali e i cittadini portatori di interesse sono stati esclusi dalla partecipazione alle nuove scelte dell’aggiornamento del Piano contrariamente a quanto previsto dalla normativa vigente
Le modalità del tutto riservate e prive di qualsiasi coinvolgimento degli enti locali e dei soggetti interessati con cui era stato predisposto l'aggiornamento del Piano e la scelta di evitarne l'assoggettabilità a VAS rappresentano l'ennesimo grave atto antidemocratico con cui gli apparati politici e amministrativi della Regione hanno gestito l'intera vicenda.
Tali scelte si aggiungono in maniera irresponsabile a una lunga serie di decisioni che hanno negli anni mortificato la volontà di partecipazione di associazioni, comitati, enti locali o semplici cittadini
L'intera procedura di aggiornamento del Piano e le numerose illegittimità che a nostro avviso la accompagnano, dimostrano come la Giunta regionale abbia continuato a perseguire una strategia di totale e colpevole chiusura nei confronti dei cittadini, dei comitati, delle associazioni interessate e degli stessi Enti locali a vario titolo chiamati a svolgere un ruolo nel sistema regionale dei rifiuti.
Il Comitato Non Bruciamoci il Futuro e l'Associazione Zero Waste Sardegna auspicano che il TAR Sardegna possa accogliere le motivazioni del ricorso e si possa così aprire una nuova fase che garantisca il diritto dei cittadini a partecipare alle scelte che incidono sulla qualità della loro vita, sulla loro salute e sulla salubrità dei territori in cui vivono.



martedì 14 novembre 2017

Tossilo SpA: le preoccupazioni dei cittadini sono fondate


Le notizie pubblicate dal giornale on line  Il Marghine.net sull’ennesima diffida alla Tossilo S.p.A. che gestisce gli impianti di trattamento dei Rifiuti, per violazione delle prescrizioni AIA e criticità ambientali rilevate dall’ARPAS di Oristano, confermano (se ce ne fosse ancora bisogno), la fondatezza delle preoccupazioni dei cittadini di Macomer e del Marghine sulla loro salute e la salubrità del territorio.

Dalla lettura del provvedimento che la Provincia di Nuoro ha emanato a seguito dell’ispezione effettuata dall’Arpas Oristano in data 18 luglio 2017 emerge, infatti, un quadro inquietante sullo stato di gestione degli impianti di trattamento e stoccaggio dei rifiuti solidi urbani in capo alla Tossilo Spa e al Consorzio industriale in liquidazione di Macomer. Sono numerose e gravi le violazioni all’Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA) e altrettanto numerose le criticità ambientali segnalate tanto da porre seri dubbi sulla capacità gestionale della struttura a cui è demandata la conduzione degli impianti.

Appare completamente fuori controllo la gestione dell’impianto di compostaggio per quanto riguarda il superamento dei valori limite delle emissioni del sistema di deodorizzazione (biofiltri e scrubber), il mancato processo di aerazione forzata della frazione organica da selezione meccanica e il posizionamento non conforme alla legge del sistema di controllo delle emissioni. In violazione al dettato autorizzativo e prescrittivo anche la permanenza in fossa dei rifiuti tal quali oltre i limiti previsti dalle prescrizioni e gli scarichi in rete fognaria ( Solidi sospesi, Cadmio e Rame).

Queste sono solo alcune delle gravi inadempienze rilevate a cui se ne aggiungono ulteriori che riguardano in maniera particolare la gestione e la dismissione della discarica controllata di Monte Muradu dove sono state evidenziate irregolarità nel conferimento e nella copertura giornaliera dei rifiuti e criticità nel sistema di intercettazione del percolato e delle acque meteoriche esterne all’impianto, già oggetto di una precedente diffida nel 2015.

La situazione si aggrava se leggiamo le notizie riportate da un consulente tecnico ambientale della Tossilo nel suo sito http://www.abbattimentocattiviodori.com/scrubber-senza-reagenti-chimici/ proprio sul sistema di trattamento dei rifiuti umidi e sulle difficoltà di controllo e di gestione degli odorigeni nella piattaforma di compostaggio, da cui emergono preoccupanti lacune e criticità di carattere progettuale, gestionale e di sicurezza dell’impianto, presenti sin dal 2013 e che a tutt’oggi non pare siano state risolte, considerato il permanere di odori nauseabondi provenienti dall’impianto, soprattutto negli abitati di Macomer e di Borore,.
Tra i buchi neri della gestione degli impianti di Tossilo non possiamo dimenticare la piattaforma di selezione degli imballaggi realizzata da diversi anni con importanti risorse pubbliche per incrementare il recupero di materia dai rifiuti, e che risulta ancora inspiegabilmente non operativa.

Da questo quadro emerge una situazione gestionale disastrosa della Tossilo S.p.A. e del Consorzio industriale di Macomer, in liquidazione dal 2008, già evidenziata dal Comitato Non Bruciamoci il Futuro sia per la gestione dei vecchi impianti di incenerimento che per il discutibile progetto del nuovo inceneritore, la cui vicenda non è ancora del tutto chiusa.

Alla grave situazione che contraddistingue la cattiva gestione degli impianti di Tossilo corrisponde, purtroppo, un colpevole silenzio da parte delle amministrazioni locali, del territorio e della Regione Sardegna sulla cui responsabilità ricadono la scelta scellerata dell’incenerimento dei rifiuti a Tossilo, che raddoppierà le emissioni di inquinanti, e la nomina di un Commissario liquidatore di stretta fede inceneritorista. In questo modo vengono meno compiti e doveri assegnati alle istituzioni relativi alla tutela della salute dei cittadini e della salubrità del territorio e alla corretta e trasparente gestione del sistema di trattamento dei rifiuti, anche alla luce di ciò che la stessa diffida della Provincia di Nuoro individua come possibili cause di “un rischio ambientale tale da richiedere interventi atti a prevenirle”.

Per questi motivi il Comitato Non Bruciamoci il Futuro richiede ai sindaci dell’Unione dei Comuni del Marghine la convocazione di un’assemblea pubblica con la partecipazione della Tossilo S.p.A. e aperta ai cittadini del territorio che oramai da troppi anni aspettano risposte e soluzioni alle innumerevoli irregolarità e criticità riscontrate nella gestione dei rifiuti.


Macomer, 15 novembre 2017



venerdì 10 novembre 2017

I CITTADINI HANNO DECISO


E' stata una bella assemblea, forte, decisa e partecipata, convinta delle ragioni che per tanti anni hanno sempre mosso la nostra battaglia contro il nuovo inceneritore: salvaguardare la salute, l'ambiente, le nostre produzioni agro-pastorali e il lavoro dall'inquinamento prodotto dalle migliaia di tonnellate di rifiuti bruciati a Tossilo, che con il nuovo inceneritore raddoppieranno.
Una presenza solidale di cittadini di Macomer ma anche di numerosi altri territori (Cagliari, Nuoro, Bolotana, Borore, Villacidro, Sassari, Alghero, Porto Torres, Sarule, ecc.) e di amministratori sardi che hanno espresso la volontà di andare avanti perché, come ben è stato sottolineato, questa "è una battaglia di tutti i sardi".

E' stata accolta favorevolmente la nostra proposta di ripresentarci davanti al Consiglio di Stato per chiedere la revoca di una sentenza che, come abbiamo potuto illustrare è incorsa, a nostro avviso, in alcuni errori madornali, in quanto, al contrario di quanto affermato dal collegio giudicante:

1) lo scenario a due poli d’incenerimento (Cagliari e Sassari) per la cui attuazione aveva optato la giunta regionale non prevedeva il potenziamento di Tossilo, ma la sua dismissione;

2) il Piano regionale era abbondantemente scaduto, altrimenti non si spiegherebbe la procedura di infrazione avviata nel novembre 2015 dall'Unione Europea (e ancora in corso) nei confronti della Regione Sardegna.

E' questa l'unica strada oggi percorribile per tentare di fermare questo progetto dannoso, costoso, antieconomico e inutile; dialogo, confronto democratico, condivisione delle decisioni sono purtroppo termini sconosciuti a troppi dei nostri rappresentanti politici locali e regionali, a partire dal Presidente e dai componenti della sua Giunta.

Dunque andremo avanti, ancora una volta insieme agli amici di Zero Waste Sardegna e all'Unione dei Comuni della Barbagia, che ha già deliberato in tal senso, come comunicatoci dalla Sindaca di Sarule presente al nostro incontro.

Chiediamo a tutti i cittadini sardi di contribuire a sostenere i costi del ricorso contro la sentenza del Consiglio di Stato che ha resuscitato l’inceneritore di Tossilo, bocciato dai giudici del TAR Sardegna, effettuando un versamento a favore del:

Comitato Non Bruciamoci il Futuro
Codice IBAN: IT14J0306967684510728723439
presso Gruppo Intesa San Paolo, specificando nella causale: "Contributo per impugnazione sentenza Consiglio di Stato inceneritore di Tossilo"


In ballo, dati alla mano, c’è la salute di tutti noi!